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Disinfestazione Processionarie

Ve lo sarete chiesti più d’una volta, specie se risiedete in campagna: cosa fare per eliminare le processionarie? Top Service si adopera dal 1981 nella lotta alle processionarie del pino, mediante trattamento endoterapico e irrorazione aerea di insetticida specifico

Disinfestazione processionarie Come eliminare le processionarie

Allo scoccare della primavera inizia il febbrile risveglio delle larve di processionaria (Thaumetopea pityocampa) che escono dai nidi scendendo in fila indiana lungo il tronco delle arboree e arrecando difficoltà alle arboree e seri rischi di salute alle persone e ai cani. Giunta sul terreno la processionaria cerca un luogo adatto dove interrarsi e formare la crisalide. Durante il mese di agosto le farfalle emergono dal terreno cercando le piante più adatte per deporre le uova. Ogni femmina depone circa 300 uova in un ammasso fissato all’albero dal quale dopo 4 settimane nascono i bruchi. Le larve appena nate iniziano a nutrirsi con le foglie riuscendo in taluni casi a spogliare la pianta. Terminata la devastazione dell’arborea le processionarie scendono in cerca di altro cibo.

In Italia dal 1998 la lotta alle processionarie è obbligatoria (Decreto Ministeriale Ministeriale 17.04.1998). La processionaria può essere eliminata utilizzando diversi metodi di disinfestazione.

  • Disinfestazione mediante uso di pesticidi, coi quali sarà necessario irrorare le larve, le fronde dell’arborea e anche il terreno sottostante per far giungere il principio attivo con il sistema linfatico della piante sino in alto. Il bozzolo del nido di processionaria infatti neutralizza l’efficacia del pesticida. Per l’eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente orticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi).
  • Disinfestazione mediante lotta meccanica: consiste nella distruzione delle larve, mediante il taglio delle cime. Si avvolge il tronco con del cellofan (prima della discesa delle larve, che avviene in genere dalla seconda quindicina di febbraio alla prima quindicina di marzo), si distribuisce uniformente della colla entomologica e quando è satura la trappola si sostituisce.
  • Disinfestazione mediante lotta guidata: obbligatoria (D.M. 30/10/2007), consiste nell’uso di feromoni per catture massive.
  • Disinfestazione mediante lotta biologica e biotecnologica: la prima tecnica prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile da attuare, o molto costosa, quando gli esemplari di processionaria infestanti sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve di processionaria, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo. La seconda tecnica prevede, invece, l’uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita. L’efficacia è dovuta sia alla cattura di molti maschi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera degli ormoni sessuali femminili della trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti di processionaria, ed ogni 3-4 settimane va cambiata la pastiglia del principio attivo. Ogni 3-4 giorni va controllata la trappola per vuotare il contenitore dove vengono intrappolati i bruchi di processionaria. Interessante è l’impiego della Formica rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero.

Per coloro che posseggono un giardino con i pini si consiglia di prestare attenzione all’insorgere delle processionarie, infatti, se non si prendono i dovuti provvedimenti, il parassita tende a distruggere completamente la pianta grazie alle forti mandibole. Ma le processionarie possono arrecare gravi danni anche all’uomo, ai cani ed ai cavalli. Il problema sorge dal contatto con i peli orticanti che ricoprono il corpo della processionaria durante lo stadio larvale. I peli infatti, oltre a venire a contatto involontario, possono giungere a noi trasportati dal vento. La gravità dell’insorgere del problema può variare da semplici dermatiti fino a gravi infiammazioni dei tessuti e reazioni allergiche, se il contatto interviene con le mucose. L’inalazione è irritante per le vie respiratorie, in alcuni casi può portare a shock anafilattico. Il contatto con gli occhi, può inoltre provocare congiuntiviti.

I danni che le processionarie possono arrecare ai nostri cani sono, se possibile, anche più gravi, come potete leggere in questo approfondimento (processionaria cane: cosa fare)




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